ARTE OFFICINA

Intervista con il fotografo: Enrico Nocito 

 29 Agosto 2015

NOME: Enrico

COGNOME: Nocito

ANNO DI NASCITA: 1966

Quando hai iniziato a fotografare? Come è nata questa passione?

Durante un viaggio fatto tanti anni fa a Parigi con degli amici; all’epoca avro’ avuto 19 anni e nel gruppo c’era un amico, più grande,  che gia’ da tempo utilizzava una reflex mentre io avevo al seguito il mio  macchinino Kodak regalatomi per la prima comunione dai miei genitori se non ricordo male.

L’ho provata e sono rimasto affascinato da questo strumento tanto che al mio rientro in Italia, con i primi risparmi, ho acquistato la mia prima reflex completamente manuale, una Yashica FX.

Dove possiamo vedere i tuoi lavori?

I miei lavori, da vedere a stomaco vuoto, sono visibili sul mio sito al seguente indirizzo: www.enriconocito.com e su qualche social o qualche forum fotografico .

La tua formazione in fotografia?

Curiosità, volontà, all’inizio  libri di tecnica, riviste mensili (ai tempi le divoravo) e qualche corso,  ma la cosa piu’ importante é soprattutto guardare  i lavori degli altri fotografi ….. famosi e non. E’ necessario, a mio avviso, mantenere l’occhio allenato  attraverso la visita di mostre e sfogliando libri di fotografia.

 

Esposizioni o concorsi? Gli consiglieresti?

Sono entrambi momenti molto importanti perché permettono sia di confrontarsi con altre persone sia di poter proporre le proprie immagini.

Le esposizioni richiedono parecchio tempo per la realizzazione se vuoi fare le cose fatte bene e oggi sappiamo che il tempo a disposizione e’ sempre poco.

I concorsi, se ti accontenti invece,  oggi sono alla portata di tutti i fotoamatori, la rete e’ piena di forum dove poter presentare le proprie immagini ed eventualmente partecipare ad un contest.

Personalmente  a qualche contest online ho preso parte tranquillamente senza problemi.

Ecco non credo nei contest dove si vota attraverso social network cliccando il famoso MI PIACE sotto lo scatto ….. vince sempre chi ha più amici disposti a cliccare a scapito di autori che propongono immagini interessanti ma hanno meno conoscenti.

La fotografia per te ha più carattere sociale o artistico?

Sicuramente sociale essendo uno strumento di comunicazione e a qualche foto potremmo attribuire anche l’aggettivo di artistica.

Che tipo di fotografia preferisci e perché?

La Street  mi è sempre piaciuta, hai la possibilità di avere uno studio fotografico a cielo aperto e una miriade di situazioni sotto il naso; basta saperle cogliere. Ultimamente mi sto dedicando anche al ritratto con utilizzo di flash rigorosamente usati in manuale e off camera; mi diverte tantissimo ma devo ancora migliorare e approfondire la tecnica lampista.

Fotografia colori o in bianco e nero?

Una bella domanda. E’ come dire Nikon o Canon?

Uso sia il colore sia il Bianco e Nero a seconda dei casi. Se devo essere sincero prediligo il bianco e nero perché, a mio parere,  permette a chi guarda la foto di soffermarsi di più sull’intero scatto e poi personalmente riesco ad esprimere maggiore drammaticità con il bianco e nero a scapito del colore.

Non credi che il bianco e nero semplifichi una realtà più complessa?

La realtà è a colori, i nostri occhi vedono a colori. Nonostante questo non credo che il bianco e nero semplifichi una realtà la rende forse piu’ affascinante.

Quali sono le tematiche ricorrenti nei tuoi lavori?

Non ho tematiche specifiche, spazio a seconda dell’umore e delle situazioni. Mi capita di uscire a fotografare  convinto di seguire un progetto che ho in mente e quando rientro a casa mi rendo conto di avere scattato foto che poco hanno a che fare con il progetto originario.

Estetica o contenuto?

Dipende dal fine che si vuole dare allo scatto. Se devo documentare un evento, bello o brutto che sia,  con degli scatti che abbiano valore di testimonianza preferisco dare maggior importanza al contenuto .

Quanto conta l’attrezzatura e le idee?

Puoi avere tutta l’attrezzatura che vuoi anche la piu’ costosa e tecnologicamente avanzata ma se non hai idee e la capacità di saper guardare non fai molta strada.

La postproduzione è una fase importante come quella dello scatto?

La postproduzione è importante a mio avviso se non invasiva al massimo.

Più importante é però la fase di scatto assolutamente. Non si può pensare di migliorare uno scatto non riuscito con della postproduzione.

Scatto prevalentemente in RAW ed uso Digital Professional di Canon oltre a  PS per qualche ritocco e del quale apprezzo il plugin Silver Efex  per la possibilità di poter simulare le vecchie pellicole bianco e nero.

Tempo fa dopo aver terminato di fare degli scatti ad una conoscente (ritratti ambientati), visionando le immagini sul pc questa persona mi chiede di togliere i nei, le imperfezioni della pelle, di schiarire i capelli e di togliere le pieghe e le rughe del collo. Le ho risposto che faccio foto e che non sono un chirurgo estetico.

Prediligi l’istinto o la perfezione?

Solitamente l’istinto, nello still life la perfezione (almeno ci provo).

La fotografia è semplice o è complessa? Ha senso spiegarla?

Puo’ essere entrambe a mio parere. Se devi spiegare una fotografia vuol dire che non hai scritto bene le emozioni che volevi trasmettere.

Per te è importante in fotografia avere una cultura vasta, che comprenda anche altre discipline artistiche, tecniche…?

Una cultura vasta, indipendentemente dalla fotografia, e’ un patrimonio che ogni individuo dovrebbe avere. Ti apre la mente e ti da la capacità di ragionare con la tua testa ed essere autonomo.

Ti capita di cambiare idea e punto di vista quando lavori ad un progetto?

Solo uno stupido non cambia idea.

Secondo te il progetto finisce sempre? Come capisci quando finisce?

Un progetto può assopirsi e magari risvegliarsi col tempo, capisci che si sta assopendo quanto provi noia nello sviluppare l’idea.

Che misure utilizzi per proteggere i diritti d’autore di fronte la pirateria in internet?

Inizialmente quando inserivo degli scatti sul mio sito apponevo sul fotogramma la firma. Poi con il tempo ho lasciato perdere tanto se vogliono prenderla la prendono senza tanti problemi. Carico online non alla massima risoluzione.

Ad essere sincero gli scatti utilizzati per fare manifesti, locandine, copertine di libri ed inviti mi sono sempre stati richiesti dai diretti interessati ai quali non li ho mai negati.

Ammiri di più i Maestri classici o contemporanei? Quali?

Entrambi.

Dei contemporanei apprezzo molto Gianni Berengo Gardin, Toni Thorimbert (i suoi scatti sulla periferia e i ragazzi di Pioltello sono fantastici), mi piace Settimio Benedusi, Oliviero Toscani, Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna.

Cosa significa per te essere fotografo professionista e amatore? Ci sono differenze in termini di linguaggio, qualità?

La differenza tra i due a mio avviso e’ la Partita Iva. Un professionista con la fotografia ci vive, tutto il giorno con la fotografia acquisisce conoscenze e matura un’esperienza che un fotoamatore non puo’ avere non perche’ e’ stupido ma perche’ non riesce a dedicargli tutto il tempo.

La qualità si paga in ogni campo…… quindi !|!!!

Avere committenti che vogliono mettere il naso in tutto limitando il lavoro del professionista; magari non e’ vero ma e’ quello che penso. Come risolverlo non saprei, forse le aziende committenti dovrebbero scegliere il fotografo che più si avvicina alle proprie esigenze.

Dato che la fotografia è comunicazione, credi che siamo liberi di comunicare o abbiamo delle sovrastrutture che ci limitano?

Siamo liberi entro certi limiti, sta a noi rispettarli evitando di cadere nel volgare e nell’offesa.

La fotografia ha il giusto riconoscimento oggi? Quali problematiche ha?

Sicuramente ha piu’ visibilità rispetto al passato.

Lavori da solo o in equipe?

In equipe con le mie Canon, il mio cervello ed i miei occhi. Ultimamente si e’ aggiunto anche un cavalletto e qualche flash in piu’. In realtà sono un solitario.

Ti consideri più fotografo o autore?

Un fotoamatore

Per te è necessario essere riconoscibile e quindi avere uno stile che ti identifichi?

Mi piacerebbe ma non ci sono ancora riuscito, ma persevero nella ricerca.

Se oggi riguardi i tuoi primi lavori, continuano ad appartenerti?

Certo che si.

Pensi di avere gli stessi valori di quando hai iniziato a fotografare?

I valori certo inoltre é maturata l’esperienza e la capacità di guardare.

Che cosa pensi sia cambiato rispetto a quando hai iniziato?

Tante cose.

La tecnologia ha fatto passi da gigante ha portato novità positive e negative allo stesso tempo.

E’ cambiato che il negozio di fotografia al quale ti affidavi tempo fa per i tuoi acquisti, dove acquistavi le tue pellicole e stampavi  ha chiuso perchè non sopravvive, ha lasciato mercato ai megastore dove acquisti ma nessuno e’ in grado di darti un consiglio serio e dove non puoi provare nulla;  in questi posti se chiedi ad un commesso di illustrarti un corpo macchina la prima cosa che ti dice sono i megapixel che ha.

Credi che la fotografia sia utile a conoscere meglio se stessi?

Si

Qual è il fine più importante della fotografia?

Trasmettere emozioni e documentare.

Tre parole chiave importanti in fotografia.

Passione, dedizione e curiosità

 

© Giulia del Cappellano                                                                                                                

 

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